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   Non ho né la presunzione né un orgoglio smisurato tale da credere di porre termine al dibattito secolare sul rapporto tra Fede e scienza. Il mio è un modesto contributo al dibattito stesso, un intervento tra i tanti perché sono convinto che non c’è antagonismo tra esse e che è la loro unione che genera la realtà e ci permette di capirla.

   Il senso del sacro sembra essere un impulso proveniente dal più profondo della nostra natura, un attributo fondamentale indipendente dalla volontà come il battito cardiaco o la respirazione. Da quando il primo uomo, di notte, ha alzato gli occhi al cielo superando la dura quotidianità, si è chiesto cosa vedeva. E due sono i misteri : chi ha creato la natura e il cielo e come sono fatti. Fede e scienza. Ogni civiltà ha elaborato la sua genesi della creazione dove i particolari sono diversi ma il soggetto è lo stesso : Dio Creatore, l’Onnipotente.

   Per molti secoli il progresso umano è stato lento perché mancavano gli strumenti per farci superare i cinque sensi permettendo ai dogmi della chiesa di relegare la scienza ad una mera speculazione filosofica. Le Sacre Scritture erano la verità e non potendo dubitare di esse  era netta la separazione tra Fede e scienza. La terra era al centro dell’universo perché la Bibbia lo diceva (Fede) e il sistema aristotelico-tolemaico (scienza) lo dimostrava. La scienza finiva qui.

   Ci sono voluti Giordano Bruno, Copernico, Keplero, Galileo e Newton per affrancare la scienza dal dogma e dalla paura. Nasce il rinascimento scientifico e l’uomo entra nei misteri della natura. I secoli successivi hanno visto un’accellerazione di questo processo fino all’illuminismo che ha dato l’illusione agli uomini di essere padroni del proprio destino, separando di nuovo la scienza dalla fede con il risultato opposto. Adesso era la fede ad essere relegata quasi ad una superstizione.

   Anche oggi molti scienziati sono convinti che Dio non esiste e che la scienza con il tempo spiegherà ogni cosa fino all’origine dell’universo. Ma seguendo da vicino le teorie dominanti, il big-bang e il modello standard delle particelle, intuisco molta incertezza avvicinandosi al punto zero, al loro inizio. Sono affascinato dalla ricerca scientifica, dalle possibilità che ci offrono strumenti sempre più potenti. La scienza ci porterà lontano e capiremo sempre di più la natura.

   Ma l’universo è profondo e misterioso e gli uomini non lo possono controllare. Solo Dio può farlo mettendo così un limite al nostro orgoglio. Il Signore ci ama così tanto da metterci al centro del creato perché con il Suo aiuto  e con la nostra intelligenza possiamo capirlo e spiegarlo. E’ così che ogni giorno Dio rinnova la Sua alleanza con l’uomo che ha creato a Sua immagine. Fede e scienza sono così unite come le facce della moneta : Nostro Signore.

   

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Venti chilometri da casa. Tutto quello che può desiderare un astrofilo: la postazione fissa. In più l'osservatorio del Gruppo Astrofili Monte Subasio ha una caratteristica rara a livello nazionale: ogni socio si è fatto la propria "cupola" per lo strumento. Le notti passano presto in compagnia degli amici e della propria passione.

 

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M1 e NGC772, nebulosa del Granchio e Arp 78

 

Questa volta i lavori sono due. La sera di domenica 8 novembre 2015 all'osservatorio ero solo. Sono salito presto e ho fatto bene : la notte era magnifica. Sono riuscito a riprendere due soggetti per un totale di 5 ore di integrazione, situazione difficile da ripetere. Ma c'è un ma. La guida in bin 1 non è del tutto performante come pensavo. Il rapporto segnale/rumore basso rende la stella guida "ballerina" e ne risulta una leggera deriva in AR. Credo che dovrò ricontrollare l'accoppiamento della vite senza fine su questo asse perché mi è sembrato troppo serrato con probabile andamento a "scatti". Nonostante tutto mi sembrano due buoni risultati. Sono sempre più entusiasta di aver acquistato il mio "novantino". Veramente un bellissimo apocromatico, i risultati parlano da soli : i soggetti pur essendo piccoli per la focale sono nitidi e ricchi di particolari.